PAPA LEONE XIII, VINCENZO GIOACCHINO PECCI, UN CARPINETANO SUL SOGLIO PONTIFICIO (I878-1903)

Quam felix flore in primo, quam laeta Lepinis
orta iugis patrio sub lare, vita fuit!

Quanto lieta fu nel suo primo fiorire
nella casa paterna la mia vita
scaturita tra le giogaie Lepine!
    

 



       E' la voce di papa Leone XIII, melanconica elegia latina, che piange il defunto fratello, cardinal Giuseppe Pecci, evocando la sua infanzia in Carpineto Romano, la sua prodigiosa carriera, l'esaltazione al soglio pontificio.
Qui il 2 marzo 1810 nacque, nell'antica provincia dello Stato Pontificio di Marittima e Campagna, ducato degli Aldobrandini.
Fu il sesto dei 7 figli di Ludovico Pecci ed Anna Prosperi Buzi, proprietari terrieri, già presenti in questa comunità montana nel periodo rinascimentale, dove possedevano una casa "in contrada Porronis" (fine del secolo XV). L'espansione economica dei Pecci favorì l'acquisizione del castello dei Conti (oggi Palazzo Pecci), signori di Carpineto prima dell'avvento degli Aldobrandini; sotto di essi fu ereditaria la carica di colonnello delle truppe baronali.
Durante la parabola napoleonica e la relativa occupazione dello Stato Pontificio, per alcuni mesi, Ludovico Pecci diviene "maire" (sindaco) della comunità, essendo uno dei cittadini più facoltosi la cui fortuna ammontava a 1070 franchi; e nella soppressione degli ordini religiosi dei Padri Francescani (chiamati nel sec. XVII dal card. Pietro Aldobrandini) e dei Padri Agostiniani (già presenti fin dal secolo XIV) i Pecci ne recuperarono parzialmente i beni.
L'esilio di papa Pio VI e papa Pio VII, acuisce una forte spinta all'insorgenza, trasformatasi ben presto in brigantaggio: un periodo storico tormentato durato fino all'anno 1825, che vide i Pecci in balia dei "contumaci" ed il giovane Gioacchino vide con i propri occhi tanti "re nella macchia": Diciannove, Massaroni, Gasbaroni. Durante l'occupazione napoleonica, al culmine del brigantaggio politico, la famiglia si trasferirà in Roma. Il giovane Pecci andrà studente in un collegio viterbese, per ritornare l'estate a Carpineto.