LEONE XIII E I MONTI LEPINI
Più che nei palazzi di Carpineto e Maenza, belli ed ampi, amava il contatto con la gente e i monti, trascorrendo le ore sotto il famoso castagno nella villa in Colle san Giovanni in Carpineto o nell'altra detta delle Rose in Maenza. E qui rileggeva i suoi amati Virgilio e Orazio in comunione con la natura ed il clima. E si appassionò alla caccia e scalò instancabile il "bel Matarese" e discese le Vagli .e prese gli antichi tratturi delle Scala Potenzie, dissetandosi al Rapiglio, per giungere furtivamente alle Prata di Bassiano; e poi la Valle delle Cotte, la badia di Valvisciolo, e l' Acqua Mezza Valle fino a raggiungere le pur lontane Norma e Cori. Ed ancora il Capreo e la Semprevisa, la Schiazza Paolone ed il Passo del Brigante. E si spingeva con il cavallo perfino oltre la vicina Gorga, anche verso Sezze e Velletri, alla ricerca di nuove sensazioni e nuove esperienze. E li sognava questi Lepini, rimpiangendoli; e li rivedeva popolati di briganti e di preziose sorgenti che volle poi offrire alle popolazioni lepine. Così per Carpineto, facendovi giungere le acque purissime del Carpino, e per Gorga, cooperando alle spese della fontana della Pastorella. Ed altri benefici in tutto l'arco dei Lepini mentre scorreva nel tempo il suo lungo pontificato...