IL LUNGO PONTIFICATO DI LEONE XIII (1878-1903)

     Nasceva in Carpineto Vincenzo Gioacchino Pecci il 2 marzo 1810. Brigantaggio, occupazione, restaurazione fecero da sfondo ad una tranquilla ed agiata giovinezza, ad una brillante vita di studio (Viterbo e Roma), ad una carriera ecclesiastica abbracciata a 27 anni. Da qui una rapida carriera diplomatica che lo porterà nella Delegazione di Benevento (città enclave nel regno borbonico) per raggiungere la più prestigiosa delegazione di Perugia fino alla Nunziatura Apostolica in Belgio (1843). Problemi politici, religiosi, culturali di questa giovane nazione, da poco separatasi dall'Olanda, furono risolti piuttosto brillantemente dal giovane diplomatico, che ebbe a meritarsi sul campo la più prestigiosa delle onorificenze belghe: "le grand cordon de l'ordre de Léopold I°".
Acclamato vescovo di Perugia (1846-1878) sperimentò alcune intuizioni sociali. Accusato ingiustamente per le cosiddette stragi perugine, elevò il tenore culturale e morale dei suoi sacerdoti e iniziò una serie politica assistenziale e sociale. "Insignificante" lo dichiarava il Crispi proprio per questa sua programmata equidistanza dalla politica contingente; il Bonghi ne riconosce invece i meriti:
"Le sue pastorali sono singolarmente schive d'ogni allusione politica. Il dominio temporale non v'è nominato una sola volta; nessuna allusione al Governo Italiano, che l'ha distrutto".
Camerlengo alla morte di papa Pio IX, sfatò la tradizione con uno dei più brevi conclavi della storia: il 20 febbraio 1878 fu Leone XIII. "Lumen in coelo" lo additava la profezia dello pseudo Malachia, che vide la cometa brillare sul cipresso dei Pecci che ancora si vede nello stemma secentesco in via La Rosa. Un luminoso pontificato.
Doveva essere nelle intenzioni di tutti un papa di passaggio nel preparare ad altro successore una Chiesa normalizzata ed invece fu uno dei più longevi dopo quello di papa Mastai.