LETTERE AUTOGRAFE. DOCUMENTI INEDITI DI PAPA LEONE XIII

      Sembrerebbe che tutto sia stato scritto o edito su Leone XIII comprese le lettere del giovane studente, del diplomatico, del pontefice. Eppure sono sfuggite alle sagaci ricerche degli storici della prima parte biografica, Fraikin e Boyer d'Agen, alcune lettere tratte dall'archivio parrocchiale della Chiesa Collegiata del Sacro Cuore. Corrispondenza tra i canonici ed il prelato Pecci, già vescovo in Perugia: un corpus di ben 14 lettere che vanno dagli anni 1850 al gennaio del 1878, appena un mese prima della sua elezione al soglio pontificio. Più che altro lettere di circostanza e soprattutto datate attorno alle festività natalizie quando si faceva forte la nostalgia della patria lontana. Qualche allusione anche alla sua vita di uomo di chiesa come quella del 28 dicembre 1853 in cui ricorda "il tratto di singolare bontà con cui il Santo Padre si è degnato di elevarmi alla dignità cardinalizia" .Confida a questi nostri canonici che gli auguri natalizi "sono rivelazioni nuove d'affetto venutomi da rispettabili sacerdoti, ricordando come il mio cuore senta l'amore della patria."
Nulla o quasi della breccia di Porta Pia, ma formula voti che "il Divin Redentore riapparisca colla sua dolcezza e benignità per riconfortarci e racconsolarci tornando alla Chiesa la sospirata pace". Altra missiva data da Roma il 5 ottobre 1877 vuole ringraziare i canonici per "le felicitazioni per la promozione a Camerlengo di Santa Romana Chiesa, cui il Santo Padre per sua benignità ha voluto innalzarmi."
Tale titolo per antica tradizione non portava alla elezione pontificia. Ma Leone, uomo delle smentite confidava alla vigilia del grande evento: "Mi affido alle vostre preghiere per corrispondere al grave ed importante incarico", che naturalmente sarà proprio il suo lungo pontificato (Roma, gennaio 1878).