LEONE XIII VISTO A CARPINETO DALL'ABATE FRAIKIN

      Joseph Fraikin, un abate belga alla corte dei Pecci in Carpineto, autore dell'Infanzia e giovinezza di un papa, è lo studioso straniero che, rimanendo diversi mesi ospite nel palazzo avito di papa Leone XIII, vide ed annotò ai primi del '900 gli ultimi bagliori di quel mondo di pastori, che calzavano cioce con nobile portamento come i re franchi Merovingi, o contadini che raccoglievano covoni di grano da offrire nella chiesa di santa Maria del Popolo.
Una curiosità per la vita pubblica e privata, le feste, il folclore che ti accendono ancora la fantasia e i ricordi; ma anche un'ammirazione per la fede, la religiosità di quei conterranei, che dettero alimento e forza ad un pontefice, longevo e coraggioso.
Sullo sfondo i monti Lepini con le sue sorgenti alpestri, le sue vette, tutte scalate dal giovane cacciatore Gioacchino Vincenzo, meglio conosciuto come il "sor Nino".
Uno dei sette rampolli di Lodovico Pecci ed Anna Prosperi Buzi di Cori, che vive la sua esperienza umana tra i briganti e i contadini, tra frati e popolane prima di intraprendere gli studi nella lontana Viterbo e poi in Roma, dove frequentò l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici e proficuamente il Caffè Greco in via dei Condotti, apprendendo quell'arte della diplomazia, che darà frutti nel suo lungo straordinario pontificato.
E poi i suoi ritorni estivi in Carpineto, cacciatore incallito con il fido Salvagni, appostatisi al Casino, a Valle Casale, sul Capreo e sul Matarese, luoghi che ricorderà nostalgicamente dal Belgio lontano. (Delegato Apostolico prima di legarsi alla terra umbra nella città di Perugia).
Ogni chiesa, ogni via, ogni parte del territorio carpinetano rivivono con gli annuali ritorni estivi del giovane studente, del giovane monsignore, del maturo cardinale.
I gelsi del suo giardino, l'eremo dell'Annunziata, l'abbazia di Valvisciolo, il vecchio castagno del Casino, la Fota e perfino "le prata" di Bassiano. Ti puoi inoltrare tra i vicoli della via ritta, nel chiostro francescano di san Pietro affollato dai briganti di Diciannove (essi ormai appaiono una leggenda), ma puoi anche incontrare quel mondo arcadico dove mietitori, raccoglitrici di castagne, bimbette vispe raccontano la loro dignitosa povertà mentre contadini e pastori si affrettano a portare "la risposta" al signor colonnello Pecci: tutti vivi, tutti indaffarati a presagire a questo studente un po' grassottello che apparirà magro ed esile dopo penosa malattia.
Una storia patria minore (?) con le sue chiese restaurate dall'augusto pontefice Leone XIII, come le sue fonti che vivranno nella sua poesia, come il sudore umano e la povertà che volle redimere con una grande enciclica.