I LUOGHI DEL PAPA

La famiglia Pecci, del ramo S. Nicola, appare nel secolo XIX il maggior proprietario terriero, sia con le proprietà sparse nel territorio montano di Carpineto che con quelle più pianeggianti di Maenza e Priverno, sia con gli armenti sparsi un po' ovunque. La politica di un asse economico con le vicine comunità lepine dovette giovare alle fortune di casa Pecci, ma si radicherà più profondamente nella natia Carpineto con l'acquisto di un palazzo e soprattutto con l'ampliamento della modesta proprietà agricola posta in Colle S. Giovanni. L'acquisto del Casino si inquadra nel periodo dell'ascesa politica di Ludovico Pecci, padre del pontefice.
(...) Là vi è un maestoso secolare castagno, dall'enorme tronco cavernoso, con numerose escrescenze. Il giovanotto si sedeva in quella cavità, e, aperto qualche libro classico, per esempio il de Officiis di Cicerone, gustava insieme le bellezze della natura e quelle dell'arte. Il venerando albero, benché quasi denudato, è tuttora in piedi, e lo si addita ai visitatori come l'albero del Papa...